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Il territorio
I laghi di Lamar

I laghi di Lamar sono una meta per naturalisti e pescatori.

Situati proprio sotto al Monte Paganella, i laghi di Lamar, un tempo uniti tra loro, sono stati separati da una frana che ha originato due bacini distinti: il lago Santo a sud e il lago di Lamar a nord. Quest'ultimo è uno specchio d'acqua trasparentissimo circondato dal bosco di faggio e da rocce cangianti, con un'ampia spiaggia prativa sul lato occidentale. Le sue acque verdi sono meta turistica e luogo di relax. Entrambi i laghi sono soggetti a fenomeni carsici, proprio come il lago di Terlago, appena un paio di chilometri più a valle.

La particolare bellezza e la varia fauna ittica che caratterizzano questi laghetti, inseriti nelle vaste faggete di questo versante della Paganella, li rendono estremamente interessanti sia fra i naturalisti che fra i pescatori. La zona dei due laghi è inoltre un punto di partenza per suggestivi itinerari che si snodano sino alla vetta della Paganella.

Zona interessante sia dal punto di vista paesaggistico che geologico. Tra le tante curiosità del posto si può notare il grande masso di porfido a destra della strada per i laghi di Lamar e il famoso Abisso di Lamar, profonda grotta che presenta una serie di pozzi interni profondi anche 100 metri.

 

 
Le Vallene

 

La frazione di Pin - Vallene sorge a 705 metri sul livello del mare.

Nella frazione di Pin - Vallene risiedono 101 abitanti.

 

 
Il lago di Terlago

Ricco di vegetazione sommersa e di pesce, è l'ecosistema lacustre più ricco del Trentino. Si tratta di un vasto lago collinare poco profondo, in fondo alla conca omonima e a 416 metri di altitudine.

 

Le sue acque hanno un singolare colore bruno-olivastro dovuto alla variegata flora. Il lago ha una superficie di 350 mila metri quadrati ed è considerato un vero paradiso dai pescatori per la presenza di numerose e pregiate specie ittiche: il luccio, la trota lacustre autoctona, la carpa, la tinca, il cavedano, ecc. Le più antiche testimonianze archeologiche collegate al lago risalirebbero al tardo Paleolitico, circa diecimila anni prima di Cristo.

 

 
Il Gazza

E' la catena montuosa che delimita ad Ovest la Valle dei Laghi ed in particolare il territorio del Comune di Vezzano, si estende con direzione principale Sud - Nord per circa 10 Km, la sua altitudine varia dai 740 metri s.l.m del paese di Ranzo a sud, ai 1548 della malga di Ranzo, fino ai 2034 della cima Canfedin, segue poi la Paganella a nord, con 2125 metri s.l.m. Le sue propaggini meridionali sono tagliate nettamente dalla forra del Limarò: un suggestivo "canyon" scavato dal fiume Sarca che fuoriesce alle Sarche, girando a sud verso il Lago di Garda dove sfocia; a settentrione il Monte Gazza, è delimitato dalla Paganella - la famosa cima baricentrica nel contesto Trentino; Molveno con il lago lo separano dal Gruppo di Brenta.

Portandoci in quota, sul versante meridionale, troviamo due terrazzamenti dove alloggiano i ridenti paesi di Ranzo (740 m. s.l.m.) e Margone (940 m. s.l.m.) che godono di un'esposizione notevole, di una panoramica invidiabile a quasi 360 gradi e di un clima mite, influenzato dalle correnti meridionali provenienti dal Lago di Garda.

 

 
Maso Ariol

La frazione di Maso Ariol sorge a 653 metri sul livello del mare.

Nella frazione di Maso Ariol risiedono 64 abitanti.

 
La Paganella

La Paganella è una vetta che si trova in Provincia di Trento ed interessa i comuni di Fai della Paganella, Andalo, Molveno, Terlago e Zambana. È la montagna che domina la città di Trento da Nord-Ovest.

Si tratta di un piccolo gruppo montuoso (Altopiano della Paganella) composto da alcune cime, di cui la vetta più alta è la Roda, con un'altezza di 2125 metri. Le cime minori sono gli Spaloti di Fai e il Becco di Corno a nord, gli speroni Annetta e Vettorato a sud. Sulla vetta è ubicata la stazione meteorologica di Paganella, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, che costituisce un punto di riferimento per lo studio e l'analisi del clima della corrispondente area alpina.

Storia dell'Altopiano della Paganella

Da reperti archeologici (selci, cocci di terracotta) ritrovati nel Lago di Molveno si ha testimonianza della presenza dell'uomo nell'area sin dal neolitico. L'uomo era presente in maniera stabile nella valle delle Seghe dal 3000 a.C., per poi spostarsi nei pressi di Molveno a seguito della frana che creò l'omonimo lago.

Altre testimonianze parlano della presenza vicino a Fai della Paganella di un villaggio retico del V - IV secolo a.C. La conquista romana lascia poche tracce nell'Altopiano, ad indicare un forte radicamento degli abitanti alle abitudini di vita. Anche la cristianizzazione della Paganella avviene tardi rispetto al Trentino e all'Alto Adige.

Nell'alto Medioevo, la regione ebbe a subire numerose invasioni dovute alla collocazione strategica della val d'Adige (Longobardi nel 560 a.C. e poi i Franchi nel 590 a.C.).

L'Altopiano fu conteso nel corso dei secoli XIII e XIV dai Vescovi di Trento, i conti di Flavon ed i conti del Tirolo. In epoca napoleonica, gli Austriaci contrastarono l'avanzata dei Francesi nella zona.

Curiosità

La Paganella, con il suo sopraccitato unico panorama della Val d'Adige che offre, ha ispirato pure un canto alpino intitolato appunto "La Paganella". Questo brano per sole voci maschili dalla tipica allegra sonorità della musica corale di montagna è molto conosciuto soprattutto nelle registrazioni del famoso Coro SAT: la struttura musicale si impone fra le più complesse nel repertorio della musica di montagna, ed è accompagnata da un testo (in dialetto trentino) che accenna immancabilmente alla compagnia femminile e alla degustazione di bevande alcoliche, il tutto sulla sommità della Paganella elevata ormai a cima quasi sacra. Dal testo alcuni versi tradotti riportano la grandiosità della vista godibile dal versante est:

"La Paganella è la vista del Trentino... ...Da lassù si vede il cielo, i torrenti e le vedrette. Da una parte i Trenta Laghi, e d'Asiago l'altipiano; e dall' altra S. Martino e giù giù fino a Milano"

 
Monte Terlago

La frazione di Monte Terlago sorge a 697 metri sul livello del mare.

Nella frazione di Monte Terlago risiedono 308 abitanti.

 
Covelo

La frazione di Covelo sorge a 548 metri sul livello del mare.

Nella frazione di Covelo risiedono 288 abitanti.

 
Terlago

 

1.798 abitanti (01/01/2010 - ISTAT)
456 m s.l.m.

Il toponimo Terlago deriva dal latino inter (fra) e lacus (lago), ovvero "tra i laghi", ed è quindi riferito alle ampie zone lacustri che in origine circondavano l'abitato. Un'altra ipotesi, meno attendibile, deriva il nome da Trilacus, ovvero "Tre Laghi" riferendosi a tre specchi lacustri che caratterizzano il territorio comunale, il Lago di Terlago, il Lago Santo e il Lago di Lamar. Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1124 (in presentia Adelprandii de Terlacu), nel 1190 (domus de Trilago) e nel 1242 (de Trilaco). Lo stemma ufficiale del Comune fa riferimento alla seconda ipotesi, infatti rappresenta tre canoe sovrapposte.

Cosa c’è da vedere

I laghi, le montagne, il castello e la torre medievale, le ville, i palazzi, i giardini di Terlago

L´antico Castello dei Conti di Terlago (1500) e la Torre medioevale di Braidone sono l’emblema di Terlago, paesino ai piedi della Paganella e del Monte Gazza.

Da visitare sono i Palazzi Tabarelli de Fatis, Cesarini Sforza con il suo parco, Palazzo Altenpurger detto del Principe, Palazzo Mamming con il parco, Palazzo Mazzonelli e Paissan con la caratteristica loggia, Villa Rosa e suoi dintorni e la seicentesca Casa Aldrighetto. All’incrocio fra Via Defant e Via Roma, si trova la “Pietra della Regola”, una sorta di tavolo di pietra che, a quanto si tramanda, segnerebbe il luogo dove anticamente ci si riuniva per discutere gli affari comunitari.

Nelle immediate vicinanze del paese si trova il lago di Terlago, balneabile, dove è possibile praticare la pesca. Del comune fanno parte la frazione di Monte Terlago, nei pressi del piccolo suggestivo Lago di Lamar, circondato dal bosco di faggi.

Le montagne limitrofe vantano una fitta rete escursionistica, che risulta attrezzata sia per gli itinerari a piedi che per quelli in mountain bike o a cavallo.

La chiesa di san Pantaleone a Terlago

Ricostruito nel 1537, ma assai più antico, l'attuale edificio sorge su di un ventoso e ameno sperone roccioso che si erge alla destra di chi scende dalla S.S. 45 bis verso Terlago e i laghi di Lamàr. Esso fu edificato sull'area di una precedente chiesa di cui restano le tracce all'esterno dell'abside, lato nord, dove si possono osservare affreschi rovinati e quanto resta di uno stemma araldico assegnato a Dionigio di Castelbarco. L'esterno è semplice con struttura a pianta rettangolare e tetto a due spioventi. L'interno è ad aula unica coperta con volta a crociera, il ciclo di pitture murali è opera di Francesco Verla, vicentino (1518): storie di san Sebastiano e san Pantaleone, Natività, Crocifissione, Resurrezione e Cristo nel Limbo.

 

 


 
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