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Cenni storici
Un po' di storia


Le origini di Terlago sono molto antiche e lo dimostrano i reperti che sono stati trovati grazie alla ricerca archeologica. Sono venuti alla luce numerosi resti di antiche popolazioni che hanno abitato il territorio nei dintorni di Terlago.

I resti materiali di quello che era probabilmente un vero e proprio accampamento dell’età della pietra ( dal 9° all'8° millennio a.C. ) Sono stati trovati alcuni anni fa sulla sponda settentrionale del lago di Terlago in località Monpiana. Questi ritrovamenti testimoniano che la località era stata abitata fin dalle più lontane età preistoriche. Il Doss del Torlo, nei pressi di Covelo, ha custodito per circa 6.000 anni i resti di insediamenti neolitici. Particolarmente numerosi sono poi i reperti, fatti risalire dall’età del bronzo (M. Mezzana, Doss Camociara, loc. Laste, Doss Grum) che riguardano oggetti di offesa e di ornamento. Sul Doss Castion, verso la fine dell'800, si rinvennero piccoli bronzetti d'ornamento: fibule, pendagli, bulle, ...) databili tra il V e il I secolo a.C.. Segue quindi un periodo piuttosto oscuro durante il quale ci furono molte invasioni. Il fatto più rilevante è rappresentato dall’apparizione dei Romani, dapprima sotto le vesti di conquistatori in lotta con le varie popolazioni, e quando la regione fu sottomessa, nelle vesti di colonizzatori.

Quindi si ebbe la diffusione della struttura sociale e amministrativa romana a tutto il territorio. Si registra il sorgere soprattutto nelle campagne di numerosi centri, che si amministravano autonomamente.

La pace romana portò alla realizzazione di numerose strade che mettevano in comunicazione Trento, il municipio capoluogo, con i vari centri minori; una di queste attraversava il paese di Terlago, la Traversara.

Passava da Monte Terlago e scendeva poi a Zambana, collegando la valle del Sarca con la Val di Non.

Il tormentato periodo delle invasioni barbariche nella regione Trentina è povero di notizie, scarsi sono i ritrovamenti archeologici relativi a questo periodo. Tuttavia la dominazione longobarda ha lasciato l’impronta di una particolare organizzazione amministrativa.

Terlago era inserita nella pieve di Oveno (poi Sopramonte) che comprendeva altri centri circonvicini cioè Vigolo Baselga, Covelo, Sardagna, Cadine. Questo ordinamento non trova conferma in nessun documento specifico, risalente al periodo della dominazione longobarda, ma la sua esistenza storica è comprovata dal fatto che tale organizzazione, anche se modificata, si mantenne anche dopo la fondazione del principato vescovile di Trento.

Anche nei secoli successivi (dopo il mille) le ville di Terlago e di Covelo sono legate alla pieve del Sopramonte, il cui centro politico-amministrativo era Oveno (mentre il centro religioso era Baselga). Il momento del loro distacco non è possibile documentarlo, ma si presenta come fatto già avvenuto nel corso del XIV secolo, pur con sviluppi diversi: Terlago si era istituito come una comunità autonoma, Covelo invece era stato unito alla pieve di Calavino.

In tutte le vicissitudini storiche di questi secoli ha certamente una sua grande importanza il castello di Terlago e le famiglie nobili che ne ebbero il possesso.

Interessanti le vicende della comunità di Terlago nel corso del periodo medioevale che culmineranno con l'adozione dello statuto comunale (28 maggio 1424).

Durante tutto il periodo in cui sopravvisse il Principato di Trento, come per tutte le comunità Trentine, anche a Terlago non si ebbero rilevanti cambiamenti

Merita, comunque, fare qualche cenno ad alcuni episodi che coinvolsero Terlago innanzitutto la Guerra Rustica del 1525 ossia la ribellione dei contadini di diversi paesi del Trentino contro il Vescovo.

Gli insorti della Valle dei Laghi (secondo alcune testimonianze la quasi totalità delle ville, ad esclusione di Vezzano) dovevano radunarsi nel rione di Torchio a Terlago, per poi marciare su Trento. L’esito di questa insurrezione fu comunque disastroso per gli insorti (sconfitte e diverse condanne per i promotori).

Un altro avvenimento di rilievo fu l’invasione francese del 1703, che dal 5 al 9 settembre mise a soqquadro l’intero paese con ogni sorta di violenze nei confronti della popolazione locale e con un incendio che bruciò gran parte delle case. Una testimonianza è rintracciabile presso l’archivio parrocchiale (Libro dei Morti 1703) e da un cippo  in pietra rossa che riporta l’uccisione (da parte dei francesi del generale Vendòme) di Giovanni Defant e di suo figlio Pietro lungo la strada che attraversa la Selva Faeda.

Arriviamo così ai fatti più recenti. Durante il periodo Napoleonico avviene un ridimensionamento nel numero dei comuni Trentini, ridotti a circa un quarto; Terlago rimane comune e ad esso vengono aggregati i paesi del circondario per un totale di 2.795 abitanti. Con il passaggio all’Austria e la conseguente riorganizzazione territoriale amministrativa vengono ripristinati i comuni esistenti prima del 1805; di conseguenza ogni paese viene a costituire un comune a sé e per quanto ci riguarda nel territorio di Terlago ci furono 2 comuni. L’avvento fascista è all’insegna di una nuova fusione, e con la repubblica parlamentare italiana giungiamo all’attuale organizzazione.

 

 


 
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