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Le montagne
Il Gazza

E' la catena montuosa che delimita ad Ovest la Valle dei Laghi ed in particolare il territorio del Comune di Vezzano, si estende con direzione principale Sud - Nord per circa 10 Km, la sua altitudine varia dai 740 metri s.l.m del paese di Ranzo a sud, ai 1548 della malga di Ranzo, fino ai 2034 della cima Canfedin, segue poi la Paganella a nord, con 2125 metri s.l.m. Le sue propaggini meridionali sono tagliate nettamente dalla forra del Limarò: un suggestivo "canyon" scavato dal fiume Sarca che fuoriesce alle Sarche, girando a sud verso il Lago di Garda dove sfocia; a settentrione il Monte Gazza, è delimitato dalla Paganella - la famosa cima baricentrica nel contesto Trentino; Molveno con il lago lo separano dal Gruppo di Brenta.

Portandoci in quota, sul versante meridionale, troviamo due terrazzamenti dove alloggiano i ridenti paesi di Ranzo (740 m. s.l.m.) e Margone (940 m. s.l.m.) che godono di un'esposizione notevole, di una panoramica invidiabile a quasi 360 gradi e di un clima mite, influenzato dalle correnti meridionali provenienti dal Lago di Garda.

 

 
La Paganella

La Paganella è una vetta che si trova in Provincia di Trento ed interessa i comuni di Fai della Paganella, Andalo, Molveno, Terlago e Zambana. È la montagna che domina la città di Trento da Nord-Ovest.

Si tratta di un piccolo gruppo montuoso (Altopiano della Paganella) composto da alcune cime, di cui la vetta più alta è la Roda, con un'altezza di 2125 metri. Le cime minori sono gli Spaloti di Fai e il Becco di Corno a nord, gli speroni Annetta e Vettorato a sud. Sulla vetta è ubicata la stazione meteorologica di Paganella, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, che costituisce un punto di riferimento per lo studio e l'analisi del clima della corrispondente area alpina.

Storia dell'Altopiano della Paganella

Da reperti archeologici (selci, cocci di terracotta) ritrovati nel Lago di Molveno si ha testimonianza della presenza dell'uomo nell'area sin dal neolitico. L'uomo era presente in maniera stabile nella valle delle Seghe dal 3000 a.C., per poi spostarsi nei pressi di Molveno a seguito della frana che creò l'omonimo lago.

Altre testimonianze parlano della presenza vicino a Fai della Paganella di un villaggio retico del V - IV secolo a.C. La conquista romana lascia poche tracce nell'Altopiano, ad indicare un forte radicamento degli abitanti alle abitudini di vita. Anche la cristianizzazione della Paganella avviene tardi rispetto al Trentino e all'Alto Adige.

Nell'alto Medioevo, la regione ebbe a subire numerose invasioni dovute alla collocazione strategica della val d'Adige (Longobardi nel 560 a.C. e poi i Franchi nel 590 a.C.).

L'Altopiano fu conteso nel corso dei secoli XIII e XIV dai Vescovi di Trento, i conti di Flavon ed i conti del Tirolo. In epoca napoleonica, gli Austriaci contrastarono l'avanzata dei Francesi nella zona.

Curiosità

La Paganella, con il suo sopraccitato unico panorama della Val d'Adige che offre, ha ispirato pure un canto alpino intitolato appunto "La Paganella". Questo brano per sole voci maschili dalla tipica allegra sonorità della musica corale di montagna è molto conosciuto soprattutto nelle registrazioni del famoso Coro SAT: la struttura musicale si impone fra le più complesse nel repertorio della musica di montagna, ed è accompagnata da un testo (in dialetto trentino) che accenna immancabilmente alla compagnia femminile e alla degustazione di bevande alcoliche, il tutto sulla sommità della Paganella elevata ormai a cima quasi sacra. Dal testo alcuni versi tradotti riportano la grandiosità della vista godibile dal versante est:

"La Paganella è la vista del Trentino... ...Da lassù si vede il cielo, i torrenti e le vedrette. Da una parte i Trenta Laghi, e d'Asiago l'altipiano; e dall' altra S. Martino e giù giù fino a Milano"

 


 
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